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A partire dal X secolo i Magiari occuparono la Transilvania insediando gruppi di coloni di etnia Ungherese. Nel XII secolo arrivarono anche i Sassoni la cui colonizzazione, rafforzata nel secolo successivo e favorita dal re di Ungheria, procedette parallelamente alla creazione di fortezze da parte dei Cavalieri Teutonici allo scopo di contrastare le invasioni dei Mongoli. Le chiese fortificate della Transilvania, edificate dai Sassoni a partire dal XIII secolo per proteggersi dalle incursioni ottomane e tartare, rappresentano oggi uno dei paesaggi architettonici medievali più affascinanti d’Europa: un sistema di villaggi costruiti intorno ad una chiesa trasformata in fortezza, con spesse mura, torri, magazzini e camminamenti difensivi.

I Sassoni rappresentarono uno Stato speciale nella regione e la loro società si sviluppò formando una forte comunità di contadini, artigiani e mercanti. Vivendo in una zona sotto la costante minaccia delle invasioni ottomane e tartare, furono costretti ad edificare fortificazioni di diverse dimensioni: le città principali erano completamente fortificate, mentre le piccole comunità si svilupparono con strutture estremamente compatte arroccando il centro del paese intorno alla chiesa cui vennero aggiunte mura e torri oltre che magazzini per i beni alimentari al fine di resistere anche a lunghi assedi. In molti casi la chiesa è posta in posizione facilmente difendibile, in genere su una collina; alcune fortificazioni hanno torri di osservazione o campanili modificati a tale scopo.

I materiali tradizionali utilizzati sono la pietra e i mattoni rossi con tetti in argilla rossa. Vicino alle chiese si trovano le piazze principali del villaggio attorno alle quali gravitava la vita degli abitanti. A ridosso delle fortificazioni vi erano gli edifici di uso pubblico (scuola, municipio..), il granaio spesso era al centro del villaggio. Oggi in Transilvania vi sono più di 160 chiese fortificate, molte in stato di degrado anche se tutelate dalla fondazione Kichenburgen; 6 villaggi Sassoni con le loro chiese sono patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Vediamo qualche immagine e alcune peculiarità di queste chiese fortificate. L’attuale chiesa fortificata di Biertan risale all’inizio del XVI secolo ed é difesa da tre cinte murarie e da nove torri. Il villaggio, fondato nel XIII secolo, fu uno dei primi creati dai Sassoni, la chiesa restò cattolica fino alla riforma, quindi divenne evangelica. All’inizio del XVI secolo il villaggio contava circa 5000 abitanti e rappresentava un importante centro commerciale con diritto di organizzare mercato.

Inoltre nel 1572 il prete Lucas Unglerus- originario di Biertan- fu nominato vescovo della Transilvania e Biertan divenne sede del vescovato protestante per tre secoli. Tutto ciò spiega l’imponente struttura con tre mura difensive, bastioni e torri.

La chiesa, in stile tardo gotico con elementi rinascimentali, fu edificata su una precedente struttura romanica del XII secolo All’interno uno dei più grandi altari polittici della Transilvania, realizzato da maestri di Norimberga e di Vienna con 28 pannelli dipinti che rappresentano scene della vita di Gesù e Maria.

Il pulpito con scene bibliche, un vero capolavoro, realizzato da un mastro scalpellino di Brasov utilizzando un unico blocco di pietra.

La porta della sacrestia di fattura tardogotica, realizzata nel 1515, è dotata di una complessa serratura presentata all’esposizione Universale di Parigi nel 1910:

muove un complicato sistema centrale che chiude a chiave la porta in 19 punti ( il tesoro della chiesa era custodito nella sacrestia!!). Per azionare la serratura serve una chiave per 4 chiusure e una manovella per le altre 15, in modo che la porta diventi un corpo unico con la parete attraverso i 19 puntoni che entrano nel telaio. Nei secoli XVII e XVIII gli anziani della comunità di Biertan si batterono contro il declino della moralità opponendosi alle crescenti deviazioni con regole ferree e pene severe: ad esempio era vietato bere in compagnia di persone di dubbia moralità così come non era permessa la “poltroneria” prolungata nelle locande. In una delle torri si trova il cosiddetto “carcere matrimoniale” per dissuadere le coppie che volevano divorziare che lì venivano rinchiuse: due vani, tutti gli oggetti erano per una sola persona, un cucchiaio, una sedia, un piccolo tavolo e un letto piccolo e stretto.

Vuoi per una sorta di coercizione psicologica, vuoi per la vergogna di essere giudicati in un ambiente con regole di condotta morale molto rigide, durante 300 anni il metodo è stato estremamente efficiente perché una sola coppia non avrebbe rinunciato a separarsi! Anche la chiesa Evangelica fortificata di Cisnadie é uno straordinario esempio di architettura medievale sassone.

Fu costruita nel XII secolo come basilica romanica e ampiamente modificata nel XV secolo in stile gotico con fortificazioni per difendere la popolazione dalle incursioni ottomane. Il complesso presenta doppie mura di difesa, torri fortificate agli ingressi e un fossato. La torre principale, alta circa 60 m., ed eretta nel 1425 ha un orologio in funzione ininterrotta dal 1868.

Il complesso fortificato di Harman ha al centro una basilica romanica risalente al 1240.

La cinta muraria principale, ovale, con sette torri di difesa del XIII secolo, circonda la chiesa e comprende una cappella nella parte orientale. Per far fronte alle ripetute invasioni ottomane le fortificazioni furono ampliate e consolidate tra il XV e il XVII secolo innalzando le mura a 10-12 m. La parte superiore delle mura con spessore tra 2 e 4 m. circa fu integrata con un camminamento di guardia coperto provvisto di bocche da tiro con accessi stretti e ripidi orientati verso il cortile.

Il camminamento aveva un tetto e una falda inclinato verso l’interno: questo fu esteso per coprire 12 alloggi e le cantine dei Sassoni. Le camere furono costruite su due piani, sul lato interno, lungo la cinta muraria principale e su entrambi i lati della chiesa. Le camere abitabili del lato meridionale della chiesa somigliano a nidi di rondine con l’accesso realizzato con scale di legno strette e ripide. Sul portico meridionale e sul lato settentrionale della navata della chiesa erano collocate le cantine, utilizzate per depositare in sicurezza le merci più preziose e le riserve di viveri. Il muro principale é presidiato da 7 torri a più piani di circa 20m di altezza. Nel cortile é conservato un pozzo che assicurava l’approvvigionamento idrico dei residenti durante gli assedi. L’ingresso alla fortezza era il punto più vulnerabile e per questo era meglio fortificato; infatti la porta torre è la più grande delle torri di difesa e davanti ad essa fu realizzata un’ulteriore costruzione su due piani. L’edificio originario della cappella, risalente al 1300 circa, era costituito da una cantina con un ingresso indipendente e dalla cappella stessa con volta a due campate; essa faceva parte della cinta muraria che già nel XIII secolo circondava l’originaria chiesa romanica.

Quando nel XV secolo il complesso fu rafforzato, la cappella fu trasformata in torre difensiva aggiungendo 2 livelli e trasformando le finestre a sud in bocche di fuoco. L’interno della cappella é decorato da numerose pitture murali realizzate in più strati nel XV secolo, uniche per qualità dei dipinti e la loro conservazione.

Il ciclo di immagini descrive il percorso verso la redenzione eterna. Nella volta orientale sono raffigurati gli Evangelisti con i padri della chiesa, gli apostoli e i profeti, ciascuno con un nastro con la propria epigrafia.

A ogni apostolo, con una frase della testimonianza di fede, viene attribuito un profeta con la profezia corrispondente del vecchio testamento. Il culmine del ciclo é la scena della crocefissione di Gesù, sul muro orientale.

L’aspetto definitivo della chiesa di San Nicola, al centro delle fortificazioni, é del 1595 dopo un devastante incendio: essa , a causa delle modifiche strutturali in diverse epoche, presenta differenti elementi stilistici dal periodo tardo romanico, attraverso il periodo proto-gotico, gotico e tardo gotico fino al rinascimento. Nel 1300 nella parte occidentale della chiesa fu costruita la torre campanaria in stile gotico di 56 m.

La torre ha due scale a chiocciola che raggiungono i primi due livelli. per raggiungere la sommità, superando altri sei livelli, si devono salire delle scale in legno. Al quinto livello si trova la campana e su ogni lato della torre vi sono due finestre, ognuna con due aperture strette ad arco ogivale. Sul lato ovest si trova il portale tardo gotico riccamente decorato.

La chiesa fortezza di Prejmer, la più possente delle costruzioni Sassoni in Transilvania e patrimonio UNESCO daL 2014, si trova in un’omonima località abitata da secoli da persone di etnia sassone. Fu predisposta a proteggere la comunità dagli attacchi tartari e turchi che, comunque, incendiarono e saccheggiarono il villaggio più di 50 volte.

Fondata dall’ordine dei cavalieri teutonici, la sua prima attestazione documentaria risale al 1240, anno in cui Prejmer, Feldioara, Sanpetru e Harman furono donate dal re Bela IV all’ordine dei monaci cistercensi di Carta, rimasti lì fino ai primi anni del XV secolo. Nel 1510 Prejmer contava 210 masserie abitate divise in 4 quartieri ed aveva sin dal 1454 diritto ad organizzare una fiera annua A differenza di altre chiese fortificate a Prejmer gli impianti difensivi sono solo interni- La chiesa fu costruita in stile gotico dai monaci cistercensi di Carta. La sua pianta inizialmente era a croce greca, quindi, nel XVI secolo, passò in proprietà del comune e la sua pianta fu modificata in croce latina. Nel braccio orientale della croce c’è uno dei più antichi polittici del Paese, risalente a metà del XV secolo.

Nello stesso periodo la chiesa fu circondata da muri fortificati con una forma quasi circolare, con una torre di ingresso a sud e altre 4 torri semicircolari, oltre che da un fossato . All’interno furono costruiti molteplici depositi su vari livelli destinati alla conservazione del raccolto e dei beni di valore di ciascuna famiglia, spazi che servivano anche da rifugio durante gli assedi.

La chiesa fortificata di Malancrav é un gioiello medievale custodito in un villaggio nel quale la presenza sassone é ancor oggi consistente. Fu fondata nel XIV secolo in forme gotiche con molta probailità sul sito di una basilica romana preesistente. La sua storia è legata alla nobile famiglia ungherese degli Apafi che aveva il controllo del villaggio.

Nel XV e XVI secolo furono aggiunti elementi difensivi e mura di cinta a protezione della popolazione dalle incursioni ottomane.

Le pareti della chiesa di Malancrav conservano il ciclo di affreschi in stile gotico più importante e meglio conservato della Transilvania:

é una straordinaria ” bibbia dei poveri”, ovvero un ciclo narrativo con storie bibliche che vanno dalla genesi fino alla passione di Cristo.

Gli affreschi, dopo la riforma luterana, furono coperti di calce, ma nel 1914 furono riscoperti e restaurati.

L’autore è il cosiddetto “maestro di Malancrav”, espressione della pittura di corte gotica del trecento-quattrocento.

All’interno anche un prezioso altare a trittico rimasto incredibilmente intatto fin dai tempi cattolici prima della riforma.

La chiesa di Viscri -patrimonio UNESCO dal 1999 insieme all’omonimo villaggio- si presenta oggi come un complesso fortificato composto dalla chiesa stessa, dalla cinta muraria fortificata ovale, col suo camminamento di guardia, dalle due torri, due bastioni e una torre della porta d’ingresso.

La disposizione urbanistica del villaggio di Viscri è simile a quella dei tipici villaggi rurali della regione: le antiche masserie sassoni, tutte colorate e arredate con mobili e suppellettili tradizionali, disposte lungo un’ampia via centrale.

Nel caso di Viscri l’abitato prosegue e si raccoglie anche attorno alla strada lastricata che sale alla chiesa fortificata.

Nella campagna, tra le colline della Transilvania, lungo i percorsi alla ricerca delle più note costruzioni religiose e difensive medievali sopra descritte,

con deviazioni di pochi chilometri, la visita può continuare fuori dalle rotte seguite dalla maggior parte dei viaggiatori, ma trovando comunque strutture interessanti e ben conservate come, ad esempio, le cittadelle fortificate di Mosna e Alma Vii o qualcuna delle oltre 160 chiese medievali fortificate della regione.

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