Da Manuel Antonio a Monteverde: dalla foresta pluviale alla foresta nebulare

Manuel Antonio é il parco nazionale più piccolo del Costa Rica ma, nello stesso tempo, per la sua bellezza,  rappresenta una delle principali mete di viaggiatori e turisti in America centrale.

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E’ formato da una penisola di circa 20 Kmq che si protende nel Pacifico ammantata da una foresta pluviale primaria coronata dalle spiagge di Espadilla e Manuel Antonio. Dichiarato parco nel 1972, evitando il disboscamento per un grande progetto urbanistico lungo la costa, Manuel Antonio si visita percorrendo sentieri ben tracciati che attraversano spiagge tropicali e promontori rocciosi circondati dalla foresta. Tutto alla presenza di una fauna di scimmie urlatrici, cebi cappuccini, bradipi, saimiri, coati (click), uccelli, farfalle (click) e pipistrelli (click). Gli animali non sempre amano mostrarsi e i visitatori allora scelgono la sosta su una delle incantevoli spiagge dove nuotano o si rilassano anche in presenza di pioggia (a Manuel Antonio cadono quasi 4000 mm. di pioggia l’anno).

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Percorrendo verso nord la costa del Pacifico per circa 150 Km e piegando all’interno per una cinquantina di Km di strada per lo più sterrata, si raggiunge la zona della foresta nebulare di Monteverde. Il “Bosque nuboso di Monteverde” si è formato a causa dei venti spiranti dal mare che, raggiungendo l’altopiano, si raffreddano e condensano in una fitta coltre di nuvole basse.

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In questa zona nel 1949 si insediarono le famiglie quacchere dell’Alabama i cui componenti avevano contestato la chiamata alle armi per la guerra di Corea. Essi la scelsero perché il clima di montagna era ideale per allevare il bestiame e perché la tranquillità del paesaggio ben si sposava con il loro stile di vita semplice. Ma nel 1983 National Geographic pubblicò un articolo in cui definiva la zona incantevole e per di più dove si poteva osservare l’uccello più famoso del centro America: il quetzal. Iniziò l’ondata turistica, ma la comunità locale è riuscita ad acquistare 328 ettari di terreno adiacenti alla zona già protetta e a far nascere la “reserva biologica Bosque nuboso Monteverde” che oggi si estende per 105 Kmq. Quindi la riserva nasce su iniziativa privata supportata da associazioni ambientaliste e sopravvive in parte grazie a donazioni private. Essa è costituta da una foresta vergine, spesso avvolta dalle nuvole, dove si sviluppano felci e bromielacee(click). Il paesaggio è suggestivo, e  gli animali che lo popolano sono per l’80% notturni. Di giorno comunque è possibile incontrare uccelli (tra cui il quetzal che non ho visto!!), colibrì (click), ragni (click) e farfalle (click) al limite della vegetazione più folta. Anche le scimmie ragno vivono nella foresta, ma si avvistano solo fugacemente (come accaduto a me). Ho trovato particolarmente interessante una passeggiata di notte nella foresta : camminando per circa 3 ore in compagnia di altre 3 persone e di una guida esperta ho constatato come la  popolazione di quei luoghi si metta in movimento al calar del sole. Per varie ragioni facilmente intuibili non è quasi mai possibile fotografare in maniera efficace la fauna anche se  sono in qualche modo riuscito a riprendere il serpente mostrato qui sotto (estremamente velenoso secondo la guida e il testo che aveva con sé) che era su un albero a oltre 10 m. dal suolo.

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2016-12-07T06:03:39+00:00 dicembre 1st, 2016|Racconti di viaggio|

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